8 MARZO, PARLANO LE DONNE DI FRATELLI D’ITALIA: MERITO E NON QUOTE ROSA

IN POLITICA NON ABBIAMO BISOGNO DI QUOTE MA NEL LAVORO PIU’ RICONOSCIMENTI,PIU’ SOSTEGNO ALLA MATERNITA’ E PIU’ SERVIZI”

12832586_10154082414779548_4673446773279939425_nL’8 marzo, festa internazionale delle donne si dibatte sul reale valore di questa festività e sull’effettivo stato dei diritti della donna. Tra questi c’è chi  afferma che bisogna istituire delle leggi elettorali che permettano alle donne di entrare a far parte delle varie assisi amministrative o politiche grazie a delle quote obbligatorie che garantiscano la presenza femminile. Ma veramente tutte le donne la pensano cosi?
Fratelli d’Italia non la pensa cosi: a livella nazionale lancia il manifesto: SIAMO DONNE, NON PANDA #MERITO NON QUOTE ROSA.
 In Sardegna è nutrita la rappresentanza femminile sia tra i dirigenti che tra le fila dei consiglieri comunali:

Sicuramente ancora oggi esistono delle discriminazioni tra uomini e donne, ma più che in politica sono nel campo delle professioni tecniche non importa quanto una donna possa essere competente, un uomo ispira più fiducia, nel settore infatti non è la differenza di trattamento economico per singolo incarico a pesare, quanto il numero di incarichi che si ottengono ( ricorda pure il film “Scusate se esisto” di Riccardo Milani, nel quale una giovane architetto (Paola Cortellesi) pur avendo una brillante carriera all’estero decide di tornare in Italia e, per ottenere un incarico, arriva a far credere di essere la segretaria di un architetto uomo giocando sul nome.” è il pensiero di Federica Pinna, Dirigente regionale di Fdi-An che di mestiere fa l’Architetto e sulla questione 8 marzo e le quote rosa ha le idee chiare: “Non sono favorevole alle quote rosa, tuttavia mi stupisco che anziché proporle per conquistare una poltrona nessuno abbia pensato di inserirle come requisito nei bandi per gli affidamenti dei lavori, se categoria protetta dobbiamo essere facciamo la parte fin in fondo

 Anche Arianna Porcu, consigliere comunale di Villamassargia non si pone il problema delle quote rose in politica “sono Moglie, mamma ma soprattutto sono Donna, una donna di 37 anni, che ha deciso di costruirsi una famiglia a 20 anni.Ero e sono tutt’ora felice della mia scelta. La Domenica mattina vesto i panni della Catechista ed ho deciso di entrare in politica Vuoi mettere ciò che riusciamo a fare in una giornata? Di dividiamo e ci riusciamo. Non ho avuto bisogno di quote per prendere i voti semmai la politica deve venire incontro alle donne col tempo, con misure sulla maternità, più riconoscimenti sul lavoro e maggiori servizi per i nostri figli”
 Dal Mediocampidano parla Claudia Cotza, assessore nel Comune di Villanovafranca:Noi DONNE siamo elettrici e vogliamo essere elette alla pari, con la consapevolezza di avere la possibilità di migliorare la società, il nostro comune, noi stesse ma anche la politica. Non abbiamo timori di metterci in gioco e prendere meno voti degli uomini. L’impegno va messo nei servizi alla maternità e negli aiuti alle famiglie, non nella politica. Con queste misure, forse, molte donne si sentirebbero più libere di potersi dedicare alla politica, non trascurando tutto il resto”
 “Più che altro ci si dovrebbe chiedere come mai si arriva a questo punto, a parlare di quote. Due secondo me sono i punti fondamentali: primo il pregiudizio sul fatto che le donne devono svolgere solo le attività domestiche e fare la mamma (credetemi questa credenza è ancora molto presente e per noi è tutto più difficile) e poi il fatto che non si riesce a far avvicinare le donne alla politica probabilmente perché poco motivate” afferma Sara Boi, studentessa e giovane dirigente provinciale di Fdi-An Iglesias “ma nel nostro movimento non siamo poche e siamo alla pari degli uomini, basta guardare il nostro presidente nazionale Giorgia Meloni.
 Da Cagliari rincara la dose e conclude gli interventi Maria Grazia Vacca: L’8 MARZO dev’essere un giorno carico di significato e un’occasione utile per riflettere sulla reale condizione della donna oggi, e non una giornata fatta di rituali:Si pensi alla questione per nulla marginale della violenza sulle donne. Come riportano recenti statistiche l’emergenza è reale e concreta. Quasi ogni giorno, infatti, sentiamo dai media episodi di violenza di genere, di violenza sessuale, psicologica, economica, morale e lavorativa che vedono proprio nelle donne le principali vittime, fino ad arrivare all’atto più estremo dell’omicidio” afferma la giovane praticante legale “Occorre dunque che tutti, sia uomini che donne, prendano coscienza di questa problematica e si crei una responsabilità collettiva volta a convergere la discussione sul problema emergente della violenza come fatto culturale, prima ancora che come episodio da sanzionare attraverso leggi ad hoc” “Pensiamo inoltre che, per garantire pari opportunità tra uomo e donna, il recente provvedimento normativo c.d. “Legge sulle quota rosa”, che impone che via sia una certa percentuale di donne candidate nelle prossime elezioni comunali, serva a ben poco.Per garantire l’accesso alle cariche elettive, infatti, non occorre incentivare questo tipo di misure che non fanno altro, al contrario, che sottolineare un’inferiorità della donna rispetto all’uomo nell’affermarsi nella società, quando invece in politica abbiamo validi esempi in cui una donna, se vuole, è in grado di farsi valere per le sue capacità e competenze anche in ambito politico così come la Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

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